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Esoterismi newagers. La moltiplicazione delle forme
Luigi Berzano

Occidentali’s Karma, la canzoncina che vinse il Festival di San Remo nel 2017, ha portato alla ribalta nuove rivisitazioni di spiritualità orientali filtrate dall’attuale mercato globale. Avviene così che antiche tradizioni spirituali radicate in Oriente si affaccino nelle società postmoderne, anche a costo di risultare impoverite[1]. È successo così anche per le «grandi narrazioni» dell’esoterismo, il quale, formatosi a metà del Novecento come disciplina accademica con propri metodi e contenuti, trova oggi una platea sempre più estesa di cultori, praticanti e curiosi. Attorno all’esoterismo sono fiorite forme ed esperienze immediate e alla portata di tutti, coinvolgendo anche i mondi spirituali e religiosi. Le attuali società della frammentazione e dell’incertezza hanno, alla fine, ridotto la forza storica e filosofica delle tradizioni religiose, integrandole nella logica dei mercati del benessere con i loro miti e aspirazioni.
Consultando i vari Esoteric Almanac si rileva quanti siano i settori della vita sociale coinvolti: sanità e medicina, educazione e formazione, musica e letteratura, arte e scienza, spettacolo e religione. In Italia sono i Saloni Esoterica – simili al festival annuale a Londra del Mind Body Spirit e ai tanti Saloni New Age – a divulgare messaggi, testi e pratiche dell’esoterismo, componendo così, più che movimento collettivo, un network planetario: una rete globale composta da un insieme di simboli, credenze, parole, pratiche di ogni genere, accomunanti individui indipendentemente dalle loro identità primarie, etniche, culturali, religiose.
L’esoteric network unisce, in un unico e variegato amalgama, saperi antichi e scienze moderne, tradizioni secolari e tecnologie postmoderne, metodi formativi, pratiche terapeutiche e spirituali diverse. Gli autori ai quali si richiama, i libri sacri che legge, le pratiche che esegue, provengono da ogni parte. La visita a qualsiasi libreria ci documenta quest’universo culturale in cui convivono tradizioni diverse: mistiche cristiane occidentali e orientali, esoterismo e magia, medicina tradizionale e scoperte della tecnologia. Gli esoterismi newagers, per quanto riguarda la loro vicinanza alle tradizioni religiose, testimoniano sia la persistenza del sacro nelle società postmoderne sia le forme del tutto inedite con le quali il sacro si manifesta in esse.
In questo testo presenterò in un primo punto le tre dimensioni nelle quali si manifestano oggi le visione dell’esoterismo; in un secondo punto proporrò alcuni elementi dello stile di vita di quanti si considerano «esoterici»; il terzo punto indicherà la struttura generale dell’organizzazione dei tanti esoterismi contemporanei (esoteric network). La conclusione (Oltre l’esoterismo newager) riproporrà l’ipotesi interpretativa generale di un «esoterismo secondario», con analogia alla nozione classica di «magia secondaria» di Theodor W. Adorno[2].

1. Dimensioni olistiche dell’esoterismo

Aldilà dell’eterogeneità del fenomeno esoterico è possibile individuare in esso una visione del mondo e dell’individuo fondamentalmente globale e olistica. Per gli esoterists tutto è all’insegna dell’unità e del principio totalizzante chiamato «olismo», dal greco holos («tutto»). Il concetto di olismo è centrale negli esoterismi e nella New Age, tanto quanto quello del primato dello spirito sulla materia. Ma la conoscenza e la consapevolezza di tale principio costitutivo di tutte le cose è di pochi. E non a caso la parola «esoterico» è un comparativo di eso che significa «dentro»/«interno».
Il primo campo in cui si rileva la visione olistica dell’esoterismo è l’«individuo totale»[3] unificante il corpo e lo spirito, le esperienze quotidiane e le illuminazioni superiori, la coscienza comune e gli stati alterati di coscienza. Fa parte di questo individuo totale il suo potere di identificarsi con tutte le cose e gli esseri, come scrive David Spangler: «Per mia volontà posso identificarmi con un atomo così come con il mondo intero»[4]. L’esoterists crede di poter navigare dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande e dal presente ai tempi passati delle vite precedenti. Quest’ultimo aspetto dell’esplorazione del passato si rivive con il rebirth alla vita fetale e alla propria nascita, oppure con il lying nella regressione terapeutica alle vite precedenti mediante pratiche che si presentano tra le più avventurose esplorazioni del passato. Tutto contribuisce a superare la sensazione di solitudine e di smarrimento dell’uomo e a dischiudere orizzonti, ben noti alle tradizioni mistiche ed esoteriche di tutte le religioni. Gli esoterismi newagers propongono di risvegliare la particella d’infinito che l’uomo ha nascosta in sé e di allargare il Sé limitato al Sé illimitato. La finalità ultima di tutte le pratiche è sempre quella di superare la divisione tra l’io e gli altri, tra l’individuo e il cosmo, tra l’umano e il divino, tra il visibile e l’invisibile. Ma quando tutto ciò viene proposto a tutti, anche l’«esoterico» diventa «essoterico», cioè patrimonio di tutti.
Un secondo campo in cui la prospettiva esoterica rivela la sua varietà è quello relativo alla ricerca del benessere del corpo e dello spirito. La salute e la salvezza, che comunemente si riferiscono rispettivamente al corpo e allo spirito, nella visione esoterica si uniscono formando uno stato di benessere in cui non c’è più distinzione tra la dimensione fisica e quella spirituale. Per assicurare questo benessere del corpo e dello spirito si è formato un insieme differenziato e suggestivo di tecniche e di metodi che costituisce oggi un esteso network terapeutico. Alla base sta un sistema di bisogni, tutti egualmente importanti, relativi all’alimentazione, alla salute, alla sessualità, alle relazioni con gli altri, alla spiritualità. Anche qui il primo assunto che ispira ogni terapia è quello olistico, opposto a ogni rigido dualismo tra corpo e spirito, uomo e mondo, uomo e Dio. In inglese «salute» si dice health, dalla radice anglosassone hal («tutto») e dal greco holos («tutto»). Anche la parola inglese holy («sacro», «santo») deriva dalla stessa radice holos. Dalla radice holos derivano, dunque, sia le parole indicanti la sfera corporale, sia quelle indicanti la sfera spirituale. Inoltre, è da notare che anche la parola wealth («ricchezza») deriva da holos. L’individuo in salute e in benessere è, dunque, quello olistico; quello, cioè, in cui sono ben integrate le dimensioni fisica, psichica e spirituale. Il concetto di holos è come il carrefour dove s’incontrano la spiritualità, la salute e la prosperità.
Il terzo campo della visione olistica dell’esoterismo è quello relativo al mondo. Il cosmo è considerato come un tutto unificato e sacro. In esso tutto è vivificato da un’unica energia materna, dal minerale al vegetale, dall’animale all’uomo. L’uomo non è che una parte del grande tutto. Questa prospettiva dà l’impressione di trasformare in ideologia la viva protesta di un capo indiano (Capo Seathl) il quale, nel secolo scorso, si opponeva all’esproprio dei territori della sue tribù da parte dello Stato americano dicendo: «La terra non appartiene all’uomo, ma l’uomo appartiene alla terra. Noi facciamo parte della terra; e la terra fa parte di noi». L’esoterismo proclama in tutti i modi che tutti gli esseri sono uniti da una continua interazione. I simboli e i rituali che ne derivano intendono ritrovare gli antichi legami di unione con la natura e tutte le creature. I nuovi esoterismi s’intrecciano qui con la più recente deep ecology («ecologia profonda») e l’ecologia transpersonale. Per sottolineare questo significato profondo dell’ecologia, filosofi e scienziati hanno iniziato a fare una distinzione tra ecologia profonda e ambientalismo superficiale. L’ecologia superficiale è interessata al controllo dell’ambiente naturale a beneficio dell’uomo ed è fiduciosa nelle capacità umane di rimediare alla crisi ecologica attuale attraverso lo studio scientifico, l’applicazione di nuove tecnologie e adeguati interventi politici. L’ecologia profonda, al contrario, riconosce che l’equilibrio ecologico esige mutamenti profondi nelle relazioni tra gli esseri umani e l’ecosistema planetario. Questa concezione di armonia verso la natura deriva dalla concezione che se ne ha di essa come sistema vivente e intelligente. La terra non a caso è chiamata Gaia dal fisico James Lovelock[5].

2. Stile di vita dei neoesoteristi

Il primo elemento caratteristico degli appartenenti alle varie forme di esoterismo è la realizzazione del sé, attraverso la trasformazione della coscienza. Realizzarsi è prendere coscienza della propria essenza divina e della propria unità organica con l’universo e con gli altri. Questo itinerario spirituale si compie quando l’individuo passa dal suo potenziale sottosviluppo alla crescita personale e da qui alla trasformazione spirituale. Questo processo di crescita si colloca nel più generale processo di evoluzione dell’umanità e della materia. La fede ottimistica, sottostante all’evoluzione dell’umanità, è ugualmente presente nel processo di trasformazione personale che consiste nel mettere in atto il potenziale della mente. Si tratta di una costante ripetuta spesso dalla New Age: «L’uomo usa solo il dieci per cento del proprio cervello»; «Realizzate il vostro io»; «Usate il vostro potenziale creativo»; «Liberate l’immaginazione»; «Espandete la vostra coscienza»; «pensate positivo».
La seconda caratteristica della visione esoterica è l’armonia verso gli altri e verso tutte le altre religioni. L’armonia verso gli altri individui prende la forma dell’amore-benevolenza oltre tutte le barriere. Sono tratti tipici dei «movimento del sì», dopo i «movimenti del no» delle contestazioni e delle lotte degli anni 1960-1970. Prevale la cooperazione, l’aiuto, l’accoglienza; e a livello collettivo prevale il pacifismo e la non violenza. Questa armonia si estende anche verso le altre religioni, producendo una forma di koinè religiosa in cui ciascuno trova la sua via, i suoi testi, il suo maestro, le sue devozioni. Aldous Huxley definì questo fondo comune di tutte le religioni «filosofia perenne», sostenendo che il fatto che per definire la realtà ultima il cristiano usi la parola «Dio», il buddhista la parola sunyata o nirguna, il sufi la parola Al Haqq, ecc., è dovuto soltanto alla differenziazione culturale[6]. Le religioni contengono in sé tanta più verità, quanto più danno risalto al fondo comune con le altre religioni.
La terza caratteristica è la responsabilità storica che ognuno sente verso l’umanità. La convinzione che l’umanità è impegnata oggi nello sforzo di elevare a un nuovo stadio la vita, rende tutti responsabili dell’evoluzione loro e della storia. L’ultimo capitolo di uno dei volumi più noti ai newagers, The Aquarian Conspiracy, si intitola: La cospirazione della terra intera[7]. La terra intera è un paese senza frontiere e tutti gli uomini sono ormai interdipendenti. Tutti devono «cospirare con e per gli altri». Nemmeno il Rinascimento, scrive la Ferguson, ha conosciuto un rinnovamento così radicale; i viaggi, le conoscenze, le tecnologie renderanno gli uomini sempre più coscienti e aperti gli uni verso gli altri. È l’uomo planetario responsabile dell’avvenire dell’umanità.
Il quarto elemento costitutivo è l’espansione della coscienza. La perfezione spirituale non consiste né nel perfezionamento etico, né nel compimento della volontà divina, ma nel prendere sempre più coscienza del proprio posto nell’universo e del proprio Sé divino che trascende e unisce tra loro tutte le forme personali. Le discipline della meditazione (buddhismo, zen, yoga, misticismo cristiano, meditazione trascendentale, sufismo, qabbalah) sarebbero tutte tecniche per la modificazione delle funzioni del cervello. Molte delle critiche rivolte alla New Age si appuntano su queste tecniche di ampliamento/alterazione della coscienza. Alcuni ricercatori rilevano che, nella prospettiva della New Age, la conversione è solo una trasformazione del cervello; l’esperienza mistica diventa un allargamento della coscienza; la preghiera finisce per essere una modificazione degli emisferi; la via spirituale: un processo mentale; Dio: una forma di energia[8].
Un quinto elemento caratteristico della visione esoterica è il primato dell’esperienza personale. «Fare esperienze personali» è il filo conduttore di molti nuovi stili di vita spirituali. L’esperienza personale, diretta, interiore, al di sopra del magistero delle religioni, dei dogmi e delle pratiche formalizzate è tanto più ricercata quanto più dà modo di coinvolgersi in prima persona. Alla sottomissione a una gerarchia si oppone la ricerca del vissuto, dell’emozionale, delle tecniche che procurino un contatto diretto con il mistero e la fusione con la coscienza cosmica. Tali tecniche sono le più varie: channeling o comunicazione con le entità dell’aldilà, sciamanesimo o viaggio dentro altri piani della coscienza e del reale, astrologia o tecnica di accordo tra l’esistenza personale e i ritmi del cosmo.

3. La dimensione organizzativa

Quali sono le forme organizzative dell’esoteric network? Nonostante che esso non abbia una struttura centrale definita è possibile individuare al suo interno tre livelli di appartenenza: quella, più coinvolgente, di pochi gruppi e associazioni nei quali l’adesione è massima e la partecipazione alle attività è regolare; quella delle reti di simpatizzanti e, infine, quello del mercato dove l’esoterismo si esaurisce in un vasto insieme di prodotti e di pratiche proposte e di una grande massa di clienti. Sulla base di questi tre livelli si constaterà che è necessario non esagerare l’estensione del fenomeno, che, per ora, non coinvolge seriamente che una minoranza della popolazione. D’altro lato, non si può non rilevare come ampi settori di credenze e di pratiche si pongano nell’orbita degli interessi e curiosità esoteriche. Questo aumento di simpatizzanti e di curiosi esoterici spiega le preoccupazioni che il fenomeno solleva in alcuni ambienti.
In quest’avventura spirituale, in cui tutto è interiore e di ordine psichico, non vi è più un’unica autorità, né un’unica verità e rivelazione. Il sapere religioso è senza dottrina e senza dogmatica. Ciò che anima i newagers è l’aspirazione allo spirituale non irrigidito in dogmatiche rigide, in chiese gerarchiche e in caste sacerdotali. L’esperienza diretta e personale del sacro toglie importanza alle religioni storiche e rivaluta le mistiche di tutte le religioni. In questo aspetto siamo di fronte a una dimensione religiosa, anche se essa non è una religione e non tratta che raramente di Dio, dei suoi attributi e delle sue rivelazioni. Quando poi le forme dell’esoterismo newagers trattano di Dio lo fanno usando concetti poco teologici, quali energia cosmica, coscienza universale, spirito.
In campo psicologico questo atteggiamento conduce a un’elevata sensibilità emotiva e volitiva nel valorizzare la propria esistenza con molteplici tecniche di ampliamento della coscienza e di autorealizzazione. In campo spirituale conduce a una religiosità nella quale la regola è che «ognuno trovi la propria via». Questo soggettivismo in campo religioso ripropone una religiosità ispirata a molteplici religioni e nella quale confluiscono credenze, simboli e pratiche secondo le preferenze di ciascuno, ma non organizzate in istituzioni. Nasce così una religione personale che il sociologo Robert Bellah ha definito Sheilaismo, dal nome (Sheila) di una donna intervistata: ci sarebbero tante religioni quanti sono gli abitanti del pianeta. L’eterogeneità delle tradizioni religiose e delle credenze nella New Age ben si accorda con la frammentazione e con le scelte personali nella realizzazione del Sé. Secondo una tendenza tipica della religiosità postmoderna: believing without belonging («credere senza appartenere»), la dimensione esperienzialistica newagers rappresenta un’ulteriore forma della società dell’incertezza.

4. Oltre l’esoterismo newagers

L’idea prevalente dei mondi esoterici che si ricava dalle ultime pubblicazioni che ne ricostruiscono la storia e gli sviluppi è quella della loro ambivalenza nei confronti della società moderna. Da un lato, essi nutrono nuovi ambiti di pratiche e di consumi con i loro prodotti e servizi; dall’altro, rigettano parte dei valori su cui si fonda la modernità sostituendoli con altre aspirazioni e miti collettivi. Questa ambivalenza è rappresentata dalla compresenza in essi sia di una corrente calda, che coltiva la trasformazione e la crescita spirituale dei singoli e dell’umanità, sia di una corrente fredda, che è ben visibile nell’imprenditività e nella produzione di servizi e consumi. La prima rappresenta la spiritualità più tipica di questo tempo, la seconda la nuova etica del consumi della società postmoderna.
Il volto che più rappresenta l’esoterismo newagers nell’attuale soglia temporale è però sempre più quello della sua corrente fredda. L’insieme di credenze, di pratiche e di stili di vita, testimonia la sottomissione degli interessi spirituali e millenaristici alla cultura moderna dei consumi e dell’individuo. Anche la regola spirituale che consiste nel trovare per ciascuno «la propria via», rappresenta l’indice significativo del soggettivismo. Sono gli stessi esponenti dell’esoterismo contemporaneo a sottolineare il rischio che esso possa rifluire nella società dei consumi, riducendosi a un particolare ambito commerciale nel quale confluiscono nuovi prodotti e servizi. Il pericolo, cioè, che le vie di ricerca esoterica combinino insieme sempre più superficialmente la meditazione, il pensiero positivo, la guarigione mediante la fede, i nuovi regimi alimentari, l’ecologia, il misticismo e altre numerose tecniche, ivi comprese alcune che si rifanno alle principali tradizioni religiose orientali e occidentali. Una tale concezione, se talvolta può offrire un sollievo temporaneo ai sintomi di malessere spirituale, non può in alcun caso produrre l’equivalente di un vero mutamento del cuore o di una conversione religiosa. In questi casi manca la disciplina spirituale e anche l’esoterismo si trasforma in loisir, «passatempi» quotidiani.
Trattando dell’esoterismo quale esperienza personale e creatrice o, al contrario, quale mero consumo passivo di prodotti e servizi organizzati da altri, vale l’analogia con quanto scriveva T.W. Adorno a proposito di «magia primaria» e di «magia secondaria»[9]: la prima si riferisce a quelle attività in cui prevalgono l’esperienza individuale, i saperi e i poteri personali e segreti; nella seconda prevalgono i rapporti istituzionalizzati e oggettivizzati in formule e pratiche diffuse. Come nei gruppi secondari nei quali gli individui non vivono più insieme e non si conoscono più in modo diretto, ma attraverso processi sociali oggettivizzati (come lo scambio di merci), così nella «magia secondaria» le persone che partecipano al suo mercato sembrano in certo modo estranee all’esperienza sulla quale sostengono essere fondate le loro decisioni. La conclusione di Adorno vale anche per il mondo esoterico: «L’alienazione dall’esperienza e l’astrattezza che avvolge l’intero ambito dell’occulto commercializzato può ben coesistere con un substrato d’incredulità e scetticismo tipico dell’epoca contemporanea»[10].
Tra coloro che sono coinvolti attivamente e creativamente nell’esoteric network la parte di quanti credono di più alla funzione rivoluzionaria della loro azione si trasforma in imprenditività di mercato nei settori della formazione, della medicina alternativa, della musica, dell’editoria. I centri e le strutture che confermano questi dati, ben noti negli Stati Uniti, sono ormai presenti anche in Europa e in Italia. Anche l’esoterismo non sfugge, perciò, alla logica mercantile, trasformandosi esso pure in un mercato delle idee e delle spiritualità ben lontano dall’essere solo simbolico. Ma tutto ciò non stupisce né scandalizza gli esoteristi contemporanei, specie quelli della corrente fredda.


Nota bibliografica

Oltre alle indicazioni suggerite nelle note, si veda L. Berzano (ed.), Terziario esoterico a Torino, Il Segnalibro, Torino 1995; Id., Le generazioni dei newagers, in «Quaderni di Sociologia» 19 (1999) 5-22; F. Capra, La rete della vita. Una nuova visione della natura e della vita, Rizzoli, Milano 1997; P. Teilhard de Chardin, Il fenomeno umano, Queriniana, Brescia 1995; A.N. Terrin, New Age. La religiosità del postmoderno, EDB, Bologna 1993.


[1] Cf. E. Albrile, Un Karma occidentale?, Mimesis, Milano - Udine 2017.

[2] T.W. Adorno, Stelle su misura. L’astrologia nella società con temporanea, Einaudi, Torino 1985, VI.

[3] Cf. L. Berzano, New Age. Una nuova sensibilità culturale, un nuovo movimento religioso o una mera moda consumistica?, Il Mulino, Bologna 1999, 63.

[4] D. Spangler, Il pellegrino. Un viaggio nel mondo della New Age, Crisalide, Spigno Saturnia (LT) 2001, 79.

[5] Cf. J. Lovelock, La rivolta di Gaia, Rizzoli, Milano 2006.

[6] Cf. A. Huxley, La filosofia perenne, Adelphi, Milano 1995.

[7] Cf. M. Ferguson, The Aquarian Conspiracy. Personal and Social Transformation, Tarcher inc., Los Angeles 1980 (tr. it. La cospirazione dell’Acquario. Alla scoperta dei piccoli cambiamenti che stanno per rivoluzionare il mondo, Tropea, Milano 1999).

[8] Cf. M. Lacroix, L’ideologia della New Age. Un manuale per capire, un saggio per riflettere, Il Saggiatore, Milano 1997; M. Introvigne, New Age & Next Age, Piemme, Casale M. (AL) 2000.

[9] Cf. Adorno, Stelle su misura.

[10] Ivi.
 

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